Qual'è la dieta ottimale per la salute?

Parlare di diete oggi è inflazionato. Ciascuno pensa che la dieta da lui proposta sia quella ottimale per la salute. Grazie ad  anni di studio sulla fisiologia del digerente, sul ruolo del microbiota, sul ruolo dei recettori del gusto dislocati in tutto il digerente, abbiamo individuato quale sia la dieta realmente ottimale per la salute. Per mantenere uno stato di salute serve un microbiota forte e il cibo è il suo allenatore. Durante lo svezzamento, l'inserimento di cibi sempre più complessi, in maniera graduale e progressiva, porta il microbiota a diventare forte, non solo nei confronti del cibo, ma anche nel controllo del funzionamento dei nostri organi, dei processi riparativi e rigerneratori tissutali. A questa forza corrisponde un'elevata biodiversità dei ceppi batterici che poi nell'anziano si riducono, tornando ai livelli postnatali (invecchiando si torna bambini). La nota fragilità dell'anziano, definita come una riduzione della capacità di riparare i danni che subiamo continuamente dall'ambiente, è stata proprio correlata a questa riduzione dei ceppi batterici, a cui corrisponde un tipo di risposta infiammatoria, detta infiammazione cronica, che è un'infiammazione che non è capace a ricostruire i tessuti danneggiati. Prolungate diete a privazione riducono la forza del microbiota, riducono la biodiversità dei ceppi, quindi anticipano il declino dell'anziano. Gli interessanti risultati che stiamo ottenendo associando quello che abbiamo definito il Protocollo Restart (che mima l'allattamento e il successivo svezzamento) al Serplus (integratore della sieroproteina responsabile dell'attivazione del sistema digerente alla nascita) non solo conferma la validità della nostra "dieta", ma mette in evidenza il ruolo comune del microbiota nelle diverse patologie.

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